Mar
9
Buongiorno.
9 Marzo 2012 | | Lascia un commento
La mattina quando apro gli occhi mi accorgo che quello è il momento in cui sento il tempo che scorre, lo vedo davanti a me in quel giorno appena iniziato. Mi convinco che non c’è nulla di strano e che tutto è regolare proprio come dovrebbe essere, poi nella realtà le cose cambiano anche se non si vuole, non c’è più tempo per ricordare ciò che andrebbe ricordato, fermato, trasformato.
Ott
16
Il mio compleanno.
16 Ottobre 2010 | | 5 Commenti
Evidentemente il compleanno è una scadenza, una volta all’anno è vero, si è al centro dell’attenzione, si festeggia, ci sono i regali, la torta con le candeline, tutti che ti chiamano, i genitori che ti ricordano i momenti più caratteristici della tua infanzia ecc …. ma è pur sempre una data nella quale si cerca di fare un resoconto della propria vita. Con il crescere questo giorno perde il valore di festa, anche se in tutta la mia vita non ho mai desiderato essere più grande, ho sempre avuto la consapevolezza che crescendo, aumentando di un anno, diminuiva la durata della mia esistenza. Si lo so non è una riflessione allegra, tutt’altro, ed è spaventoso come questo mi abbia accompagnato sin dall’età bambinesca, spensierata, come se fossi sempre stata consapevole di ciò che invece avrei dovuto lasciare da parte. In effetti la mia infanzia non era proprio spensierata, sempre riflessioni esistenziali, sempre attaccata al bisogno di dover fare per non pentirmi mai, infatti il rimpianto il mio peggior nemico.
Viviamo comunque un’esistenza che sicuramente ci ha imposto un modo diverso dalle non lontane generazioni, il lavoro, la possibilità di costruire qualcosa con fatica e sicuramente con una quantità di tempo superiore, il matrimonio, i figli, il cosiddetto ‘sistemarsi’, insomma uno schema, un dovere nei confronti dei genitori e della società che però io non ho mai seguito, apprezzato, con il desiderio costante di volere essere a tutti i costi diversa. La mia difformità nel costruirmi la vita da una parte non è molto distante da quella di altri miei coetanei ma è pur vero che le scelte che ho fatto erano anomale a suo tempo e stranamente ancora lo sono. Se penso che a 23 anni sono partita per lavorare in Turchia ad esempio, mi sorprendo pensarmi così forte e testarda, ascoltando solo me stessa e la voglia di fare qualcosa di speciale sempre. Così sono cresciuta nella mia non conformità, mi ritrovo ora come tante altre donne ma con una marcia in più ed una in meno. Quella negativa è la difficoltà che ho sempre avuto nell’ambito sentimentale, non mi posiziono nella categoria sfigati, assolutamente no e sono ben consapevole delle mie esigenze non amalgamabili troppo spesso con le altrui necessità, il mio modo di vedere e pensare un rapporto sempre non compatibile con nessuna delle mie scelte ed ogni scelta è motivata. Forse una storia non l’ho mai voluta, ma ne ho avute tante, belle e brutte fanno parte del mio bagaglio, colmo di speranze fino ad un certo punto, ora invece punto sulla mia evoluzione intellettuale, esperienziale, e sul divertirmi.
Entro in conflitto con il lato economico, anche questo frutto di un mondo che sta andando in rovina, con i soldi potrei migliorare le mie conoscenze, ma forse se non avessi avuto questo problema, la mia sensibilità sarebbe stata diversa, e con tutta sincerità la voglio così com’è. Mi sono divertita, ho viaggiato moltissimo e fatto nel modo in cui volevo, sono riuscita a trovare un lavoro che tutto sommato mi piace, dopo aver passato anni ed anni nel precariato, nel post precariato in cui si vivono ancora gli incubi e le paure e che, visto i tempi, non mi hanno ancora abbandonata del tutto. Sono riuscita anche ad avere una bella promozione dopo soli due anni di lavoro, mi sono iscritta ad un corso di laurea che amo davvero, sono una brava studentessa, mi do da fare, e poi ho raggiunto un mio scopo, un sogno che avevo e che ora è realtà. Si sono una speaker radiofonica, mi piace, mi impegna in un mondo che oltre la musica, ha una componente ideologica che condivido e che mi fa vivere nel mio metodo, diverso, cercando di essere sempre coerente alle cose in cui credo, altrimenti non potrei.
Ci sono momenti di alta intensità emotiva, ci sono stati momenti durissimi, così forti e potenti che il pensiero di averli superati mi danno la forza nel credere che io sono una tipa tosta, dura, esigente, testarda, forte e poi sono anche l’opposto, la mia emotività è così delicata che il mondo spesso mi sta stretto.
Ora nella mia mente c’è l’idea di un figlio, un pensiero importante, costante, sono un po’ egoista ad immaginarlo ma anche molto matura e responsabile nel pensare al valore che ha una vita che dipende da me.
Faccio parecchi anni, ne dimostro sempre dieci in meno, ma comunque ho un età che poi non corrisponde alla modalità del mio vivere, faccio cose che facevo venti anni fa, ed ho sempre un’ironia diabolica che non mi abbandona e onnipresente il mio nemico, il rimpianto.
Apr
15
C’è rimasto ancora amore.
15 Aprile 2010 | | 5 Commenti
da “Il Messagero.it”
Ad Adro, paese di 6 mila 500 abitanti in provincia di Brescia, Il sindaco leghista Oscar Lancini e la sua giunta avevano deciso di interrompere il servizio di mensa scolastica per 42 bambini, in gran parte figli di immigrati, perché i loro genitori erano in ritardo con il pagamento della retta. Colpo di scena. Come nelle
favole, un anonimo benefattore si presenta a scuola. In una mano stringe l’assegno da 9.900 euro con il quale viene interamente saldata la morosità. Nell’altra, una lettera dal titolo indignato: “Io non ci sto”, che contiene un messaggio di una potenza micidiale, per gli amministratori e i concittadini.
«Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità – esordisce l’anonimo imprenditore – ho vissuto i primi anni di vita in una cascina come quella del film L’albero degli zoccoli>. Ha studiato molto e ha guadagnato per vivere bene, ma ha custodito «ancora intatto» il suo patrimonio di dignità. «Ora voglio urlare che non ci sto, io che non sono comunista e ho votato Formigoni alla Regionali ma, per non urlare e basta, ho deciso di compiere questo gesto che vuole tentare di svegliare anche le coscienze dei miei compaesani».
Poi parte l’invettiva: «Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che, seduti in un bel ristorante, se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia stata appena lavata da un albanese, e il cibo cucinato da un egiziano, mentre la loro mamma è assistita a casa da una signora ucraina. I miei compaesani si sono dimenticati da dove vengono e mi vergogno che proprio Adro sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno».
Poi attacca la chiesa locale e il partito dell’amore. «Dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche atto di razzismo? Se esponiamo un bel rosario in casa, possiamo forse fare quello che vogliamo? E dov’è il segretario del partito che ho votato, e che vuole chiamarsi “partito dell’amore”? Dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le loro dichiarazioni dei redditi degli ultimi dieci anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito o tenore di vita venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavorano in fonderia per 1.200 euro al mese».
Continua, l’anonimo, con i ragazzi di Adro a cui nessuno ha insegnato il senso di solidarietà e con l’egoismo profondo di una comunità senza valori: «Conta solo il denaro, l’apparenza, l’avere, il proprio ballatoio di casa e il materasso dove nascondere i soldi». Parole importanti, che giungono da un uomo che si professa di destra e rivendica alle «radici profonde» della sua parte politica «una visione spirituale e solidale della vita».
La precisa così, tale visione: «Dove i deboli si difendono, non si discriminano. Dove i razzisti si combattono, non si coprono con l’ipocrisia borghese. Dove conta il merito, l’intelligenza e la passione politica, non la clientela, l’ignoranza e il poltronismo». Conclusione: «La vita è fatta per lasciare un segno positivo del proprio passaggio, non per umiliare i deboli o far piangere un bimbo».
P.S. Secondo alcune versioni il nostro non ha staccato un assegno, ma inviato un bonifico all’associazione dei genitori che gestisce la mensa. Alcuni siti dicono di conoscere il nome del benefattore, ma non lo rivelano. Quello che conta, per tutti noi, sono il suo gesto e il suo messaggio.
Ott
11
Peter Murphy, è solo un ricordo !?
11 Ottobre 2009 | | 2 Commenti

Lug
17
Esto Es Fundamental
17 Luglio 2009 | | Lascia un commento

Apr
24
Sicurezza sui luoghi di lavoro: Certezza della pena (ma solo per alcuni).
24 Aprile 2009 | | 3 Commenti
In tema di "sicurezza", uno dei tormentoni che viene più spesso ripetuto dagli uomini politici italiani è quello della certezza della pena.
Mar
23
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23 Marzo 2009 | | 3 Commenti
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Feb
25
STAI CON ME
25 Febbraio 2009 | | 1 Commento

Dic
13
Dark Tranquillity and Poison Black.
13 Dicembre 2008 | | 12 Commenti
Nov
26
Clan Of Xymox in Concerto a Roma.
26 Novembre 2008 | | 7 Commenti





