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Prima dell’inizio

 

 

Tutt ciò che non vi hanno mai detto sulla crisi  :)

Sicuramente molte persone nel mondo stanno pensando ciò che penso io, sperimentando questi sentimenti devastanti, provando la trepidazione di chi si ritrova assolutamente inerme difronte a questo caos che non è calmo, tutt’altro, che non  ti sgomenta guardando il notiziario in  televisione ma ti tocca personalmente e profondamente. Momento storico che non ha confronti, e pensare che per anni ci hanno voluto far credere che il motivo di quella che ancora non volevano chiamare crisi, era il terrorismo islamico e l’abbattimento delle torri gemelle. Non ci ho mai creduto. Ho pensato sempre agli altri ma solo perché ho vissuto il dolore e il pensiero che altri lo potessero provare mi faceva star male, ho vissuto con chi pensa solo a se stesso e che nel momento di sconcertamento, diventa ancora più individualista nella forma più devastante per l’intero genere umano. L’individualismo e la sconsideratezza sono il cancro del territorio, l’immaturità un’altra malattia a volte non trasmettibile. Il fallimento personale, ovviamente non voluto, genera malcontenti anche all’interno di intere famiglie, situazioni incontrollabili, a volte portano anche al suicidio, devasta anche gli obiettivi più semplici, sono sempre stata una sostenitrice dell’essere un individuo solido prima di essere una coppia, ma poi non vengo capita.

Ci dovrebbe essere una forma di eliminazione genetica che preveda l’annientamento di alcune categorie, perché il male che si subisce entra in quelle energie malvagie che contribuiscono al crescere di alcune malattie terribili. Penso anche che quando si va all’anagrafe a registrare il nome del proprio figlio, in cambio il comune dovrebbe dare le chiavi di una casa assegnata nel momento della registrazione del nuovo nato che all’età di 18 anni ne possa entrare in possesso.

Il mondo è stato colpito da una malattia terribile, un po’ come il mio sogno ricorrente, sì il mio sogno periodico, che ho iniziato a fare da quando avevo forse dieci anni, è un attacco alla terra da parte di qualche creatura extraterrestre, un po’ quello che hanno sempre pensato gli americani, insomma la terra attaccata da pericolosi estranei che vogliono fare del male all’ umanità, io scappo impaurita, (molto simile al film con Tom Cruise, quello di fantascienza, forse ‘La guerra dei mondi’) comunque io fuggo e mi inseguono, poi quasi sempre muoio.

Adesso il male è quello del precariato, come ho già espresso più volte, anche i sentimenti seguono la scia dell’economia, del capitalismo, si compra un amore, questo non va bene, è rotto, nasce rotto o si rompe e invece di aggiustarlo, si butta. Quando si compra al supermercato un etto di prosciutto, prima di arrivare alla fetta, dobbiamo togliere il prezzo che incolla la busta, la busta e la carta nella quale è avvolto il prosciutto. Una persona produce una quantità inaccettabile di immondizia, una persona può produrre anche una quantità infinita di ex fidanzati.

Insomma, ecco diciamolo, non mi sento in colpa di un bel niente e per fortuna non sono cresciuta con i sensi si colpa iniettati da altrui insoddisfazioni. Ho perso tutto. In passato ho fatto degli errori, li ho pagati, più o meno cose leggere mai niente di grave, non fumo, non bevo, non guardo la tv, faccio sport e amo il cinema, mi sono sempre comportata bene e i miei genitori possono essere fieri di me. È nella mia natura andarmi a cercare situazioni paradossali. Si non scherzavo prima quando dicevo che ho perso tutto, poi ho cambiato discorso perché è anche un po’ dura ammetterlo, ma non è proprio colpa mia, e quindi a testa alta posso dire di stare nella merda.  Nel mio ex lavoro alla fine ci stavo bene, me lo ero inventato, ed avevo messo su qualcosa di molto creativo che si addiceva molto al mio modo di essere, avevo anche un margine di indipendenza, credevano nel mio operato e avevo anche ottenuto una buonissima promozione. Ero davvero contenta, avevo una casa bellissima con giardino, fantastica e in una zona della mia città che mi piace molto, un lavoro che apprezzavo, spesso mi permettevo un viaggetto, curavo le mie passioni, la militanza in radio e gli studi. La perfezione. Non ho mai pensato che il realizzarmi poteva costituirsi nel formare una mia famiglia, figli ecc ….

Così poi uno di questi ex, il misterioso Mr Small, riappare e il sogno è completo. Nel giro di un anno ho perso tutto, tranne la musica e gli studi che conduco con gran fatica e fermento.

Quindi rimasta a mani vuote senza nemmeno i miei miciozzi, mi sono lasciata trasportare dal flusso spontaneo della tristezza, delle uscite improvvise, concerti, feste, mi sono resa conto che comunque ero rientrata in commercio, fans a destra e sinistra, ma svuotata di tutto. Poi ci sono gli amici, santificati amici, questi bisogna coltivarli bene perché forse sono l’unica fonte che tiene duro il momento di non ritorno, del precariato e del ‘comunque ti fotto’.

Sono stata anche brava in un momento che non avevo mai vissuto, mi dico che è stato così perché non sono più una bambina e che allora l’invecchiare ha un senso. Ho fatto la mia borsa e non sono mai più tornata.  Adesso sono figlia del mondo, di qualche ansiolitico, dell’invio continuo dei miei curriculum vitae, sparsi ormai nell’universo. Non ho dovuto capire il perché di ciò che è andato storto visto che l’ho fatto in continuazione per più di un anno, io non posso colmare le grandi lacune altrui, posso tentare, come ho fatto continuamente, ma poi i vuoti rimangono quando si vuole avere buchi e non si è coscienti. Mi trovo nella posizione di chi non sa più cosa fare perché quello che si vuole fare in questo paese è proibito, devi essere quello che gli altri vogliono che tu sia, ma non mi possono portar via la mia testa e quello che c’è contenuto, c’ho messo così tanto a riempirla, che non cedo davvero. Non si parla mai di quanto sia devastante a livello psicologico questa stramaledetta crisi che io come tanti altri volevamo combattere perché era già inevitabile. Il G8 di Genova non si ferma alle condanne ingiuste per devastazione e saccheggio che hanno rovinato la vita di compagni che volevano fermare questo che stiamo vivendo oggi, le vetrine si ricostruiscono le vite no, quella di Carlo Giuliani non può tornare indietro e quelle nostre sono le vere vite saccheggiate e devastate e i colpevoli ritornano anche.

Ora sono ferma pur muovendomi, aspetto qualcosa che non conosco, aspetto la fine di un dolore, e cerco di liberarmi dalle catene che mi sono state messe, tolgo piano le costrizioni fatte alla mia personalità, cerco di riprendermi la mia vitalità, la mia fantastica energia, il mio umorismo massacrato, la mia costruttiva morale di vita, il mio ottimismo giornaliero e pessimismo cosmico, la mia voglia di scherzare, giudicare, additare, ridere e poi ridere.

Mi è stato tolto tutto questo, e molto altro ancora, non mi vergogno, non ho rimpianti, sarei potuta essere migliore e lo sarò, non mi fermo mai davanti a nessun muro, soffro ed amo con la stessa intensità, ma cerco sempre di capire, ecco perché posso giudicare e facendolo posso scegliere ed è per questo che mi sento libera.  Domani sarò ancora un’altra me, non ho paure, e sono costruttiva, domani è il futuro che non c’è, ma io sono adesso,  solo prima dell’inizio.

 

 

 

 

 

 

Buongiorno.

La mattina quando apro gli occhi mi accorgo che quello è il momento in cui sento il tempo che scorre, lo vedo davanti a me in quel giorno appena iniziato. Mi convinco che non c’è nulla di strano e che tutto è regolare proprio come dovrebbe essere, poi nella realtà le cose cambiano anche se non si vuole, non c’è più tempo per ricordare ciò che andrebbe ricordato, fermato, trasformato.

Il mio compleanno.

Evidentemente il compleanno è una scadenza, una volta all’anno è vero, si è al centro dell’attenzione, si festeggia, ci sono i regali, la torta con le candeline, tutti che ti chiamano, i genitori che ti ricordano i momenti più caratteristici della tua infanzia ecc …. ma è pur sempre una data nella quale si cerca di fare un resoconto della propria vita. Con il crescere questo giorno perde il valore di festa, anche se in tutta la mia vita non ho mai desiderato essere più grande, ho sempre avuto la consapevolezza che crescendo, aumentando di un anno, diminuiva la durata della mia esistenza. Si lo so non è una riflessione allegra, tutt’altro, ed è spaventoso come questo mi abbia accompagnato sin dall’età bambinesca, spensierata, come se fossi sempre stata consapevole di ciò che invece avrei dovuto lasciare da parte. In effetti la mia infanzia non era proprio spensierata, sempre riflessioni esistenziali, sempre attaccata al bisogno di dover fare per non pentirmi mai, infatti il rimpianto il mio peggior nemico.
Viviamo comunque un’esistenza che sicuramente ci ha imposto un modo diverso dalle non lontane generazioni, il lavoro, la possibilità di costruire qualcosa con fatica e sicuramente con una quantità di tempo superiore, il matrimonio, i figli, il cosiddetto ‘sistemarsi’, insomma uno schema, un dovere nei confronti dei genitori e della società che però io non ho mai seguito, apprezzato, con il desiderio costante di volere essere a tutti i costi diversa. La mia difformità nel costruirmi la vita da una parte non è molto distante da quella di altri miei coetanei ma è pur vero che le scelte che ho fatto erano anomale a suo tempo e stranamente ancora lo sono. Se penso che a 23 anni sono partita per lavorare in Turchia ad esempio, mi sorprendo pensarmi così forte e testarda, ascoltando solo me stessa e la voglia di fare qualcosa di speciale sempre. Così sono cresciuta nella mia non conformità, mi ritrovo ora come tante altre donne ma con una marcia in più ed una in meno. Quella negativa è la difficoltà che ho sempre avuto nell’ambito sentimentale, non mi posiziono nella categoria sfigati, assolutamente no e sono ben consapevole delle mie esigenze non amalgamabili troppo spesso con le altrui necessità, il mio modo di vedere e pensare un rapporto sempre non compatibile con nessuna delle mie scelte ed ogni scelta è motivata. Forse una storia non l’ho mai voluta, ma ne ho avute tante, belle e brutte fanno parte del mio bagaglio, colmo di speranze fino ad un certo punto, ora invece punto sulla mia evoluzione intellettuale, esperienziale, e sul divertirmi.
Entro in conflitto con il lato economico, anche questo frutto di un mondo che sta andando in rovina, con i soldi potrei migliorare le mie conoscenze, ma forse se non avessi avuto questo problema, la mia sensibilità sarebbe stata diversa, e con tutta sincerità la voglio così com’è. Mi sono divertita, ho viaggiato moltissimo e fatto nel modo in cui volevo, sono riuscita a trovare un lavoro che tutto sommato mi piace, dopo aver passato anni ed anni nel precariato, nel post precariato in cui si vivono ancora gli incubi e le paure e che, visto i tempi, non mi hanno ancora abbandonata del tutto. Sono riuscita anche ad avere una bella promozione dopo soli due anni di lavoro, mi sono iscritta ad un corso di laurea che amo davvero, sono una brava studentessa, mi do da fare, e poi ho raggiunto un mio scopo, un sogno che avevo e che ora è realtà. Si sono una speaker radiofonica, mi piace, mi impegna in un mondo che oltre la musica, ha una componente ideologica che condivido e che mi fa vivere nel mio metodo, diverso, cercando di essere sempre coerente alle cose in cui credo, altrimenti non potrei.
Ci sono momenti di alta intensità emotiva, ci sono stati momenti durissimi, così forti e potenti che il pensiero di averli superati mi danno la forza nel credere che io sono una tipa tosta, dura, esigente, testarda, forte e poi sono anche l’opposto, la mia emotività è così delicata che il mondo spesso mi sta stretto.
Ora nella mia mente c’è l’idea di un figlio, un pensiero importante, costante, sono un po’ egoista ad immaginarlo ma anche molto matura e responsabile nel pensare al valore che ha una vita che dipende da me.
Faccio parecchi anni, ne dimostro sempre dieci in meno, ma comunque ho un età che poi non corrisponde alla modalità del mio vivere, faccio cose che facevo venti anni fa, ed ho sempre un’ironia diabolica che non mi abbandona e onnipresente il mio nemico, il rimpianto.

C’è rimasto ancora amore.

da “Il Messagero.it”
Ad Adro, paese di 6 mila 500 abitanti in provincia di Brescia, Il sindaco leghista Oscar Lancini e la sua giunta avevano deciso di interrompere il servizio di mensa scolastica per 42 bambini, in gran parte figli di immigrati, perché i loro genitori erano in ritardo con il pagamento della retta. Colpo di scena. Come nelle

favole, un anonimo benefattore si presenta a scuola. In una mano stringe l’assegno da 9.900 euro con il quale viene interamente saldata la morosità. Nell’altra, una lettera dal titolo indignato: “Io non ci sto”, che contiene un messaggio di una potenza micidiale, per gli amministratori e i concittadini.

«Sono figlio di un mezzadro che non aveva soldi ma un infinito patrimonio di dignità – esordisce l’anonimo imprenditore – ho vissuto i primi anni di vita in una cascina come quella del film L’albero degli zoccoli>. Ha studiato molto e ha guadagnato per vivere bene, ma ha custodito «ancora intatto» il suo patrimonio di dignità. «Ora voglio urlare che non ci sto, io che non sono comunista e ho votato Formigoni alla Regionali ma, per non urlare e basta, ho deciso di compiere questo gesto che vuole tentare di svegliare anche le coscienze dei miei compaesani».

Poi parte l’invettiva: «Ho sempre la preoccupazione di essere come quei signori che, seduti in un bel ristorante, se la prendono con gli extracomunitari. Peccato che la loro Mercedes sia stata appena lavata da un albanese, e il cibo cucinato da un egiziano, mentre la loro mamma è assistita a casa da una signora ucraina. I miei compaesani si sono dimenticati da dove vengono e mi vergogno che proprio Adro sia paladino di questo spostare l’asticella dell’intolleranza di un passo all’anno».

Poi attacca la chiesa locale e il partito dell’amore. «Dove sono i miei sacerdoti? Sono forse disponibili a barattare la difesa del crocifisso con qualche atto di razzismo? Se esponiamo un bel rosario in casa, possiamo forse fare quello che vogliamo? E dov’è il segretario del partito che ho votato, e che vuole chiamarsi “partito dell’amore”? Dove sono i consiglieri e gli assessori di Adro? Se credono davvero nel federalismo, che ci diano le loro dichiarazioni dei redditi degli ultimi dieci anni. Tanto per farci capire come pagano le loro belle cose e case. Non vorrei essere io a pagare anche per loro. Non vorrei che il loro reddito o tenore di vita venga dalle tasse del papà di uno di questi bambini che lavorano in fonderia per 1.200 euro al mese».

Continua, l’anonimo, con i ragazzi di Adro a cui nessuno ha insegnato il senso di solidarietà e con l’egoismo profondo di una comunità senza valori: «Conta solo il denaro, l’apparenza, l’avere, il proprio ballatoio di casa e il materasso dove nascondere i soldi». Parole importanti, che giungono da un uomo che si professa di destra e rivendica alle «radici profonde» della sua parte politica «una visione spirituale e solidale della vita».

La precisa così, tale visione: «Dove i deboli si difendono, non si discriminano. Dove i razzisti si combattono, non si coprono con l’ipocrisia borghese. Dove conta il merito, l’intelligenza e la passione politica, non la clientela, l’ignoranza e il poltronismo». Conclusione: «La vita è fatta per lasciare un segno positivo del proprio passaggio, non per umiliare i deboli o far piangere un bimbo».

P.S. Secondo alcune versioni il nostro non ha staccato un assegno, ma inviato un bonifico all’associazione dei genitori che gestisce la mensa. Alcuni siti dicono di conoscere il nome del benefattore, ma non lo rivelano. Quello che conta, per tutti noi, sono il suo gesto e il suo messaggio.

Peter Murphy, è solo un ricordo !?

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Esto Es Fundamental

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Sicurezza sui luoghi di lavoro: Certezza della pena (ma solo per alcuni).

In tema di "sicurezza", uno dei tormentoni che viene più spesso ripetuto dagli uomini politici italiani è quello della certezza della pena.

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STAI CON ME

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Dark Tranquillity and Poison Black.

 

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