Il mio compleanno.
Evidentemente il compleanno è una scadenza, una volta all’anno è vero, si è al centro dell’attenzione, si festeggia, ci sono i regali, la torta con le candeline, tutti che ti chiamano, i genitori che ti ricordano i momenti più caratteristici della tua infanzia ecc …. ma è pur sempre una data nella quale si cerca di fare un resoconto della propria vita. Con il crescere questo giorno perde il valore di festa, anche se in tutta la mia vita non ho mai desiderato essere più grande, ho sempre avuto la consapevolezza che crescendo, aumentando di un anno, diminuiva la durata della mia esistenza. Si lo so non è una riflessione allegra, tutt’altro, ed è spaventoso come questo mi abbia accompagnato sin dall’età bambinesca, spensierata, come se fossi sempre stata consapevole di ciò che invece avrei dovuto lasciare da parte. In effetti la mia infanzia non era proprio spensierata, sempre riflessioni esistenziali, sempre attaccata al bisogno di dover fare per non pentirmi mai, infatti il rimpianto il mio peggior nemico.
Viviamo comunque un’esistenza che sicuramente ci ha imposto un modo diverso dalle non lontane generazioni, il lavoro, la possibilità di costruire qualcosa con fatica e sicuramente con una quantità di tempo superiore, il matrimonio, i figli, il cosiddetto ‘sistemarsi’, insomma uno schema, un dovere nei confronti dei genitori e della società che però io non ho mai seguito, apprezzato, con il desiderio costante di volere essere a tutti i costi diversa. La mia difformità nel costruirmi la vita da una parte non è molto distante da quella di altri miei coetanei ma è pur vero che le scelte che ho fatto erano anomale a suo tempo e stranamente ancora lo sono. Se penso che a 23 anni sono partita per lavorare in Turchia ad esempio, mi sorprendo pensarmi così forte e testarda, ascoltando solo me stessa e la voglia di fare qualcosa di speciale sempre. Così sono cresciuta nella mia non conformità, mi ritrovo ora come tante altre donne ma con una marcia in più ed una in meno. Quella negativa è la difficoltà che ho sempre avuto nell’ambito sentimentale, non mi posiziono nella categoria sfigati, assolutamente no e sono ben consapevole delle mie esigenze non amalgamabili troppo spesso con le altrui necessità, il mio modo di vedere e pensare un rapporto sempre non compatibile con nessuna delle mie scelte ed ogni scelta è motivata. Forse una storia non l’ho mai voluta, ma ne ho avute tante, belle e brutte fanno parte del mio bagaglio, colmo di speranze fino ad un certo punto, ora invece punto sulla mia evoluzione intellettuale, esperienziale, e sul divertirmi.
Entro in conflitto con il lato economico, anche questo frutto di un mondo che sta andando in rovina, con i soldi potrei migliorare le mie conoscenze, ma forse se non avessi avuto questo problema, la mia sensibilità sarebbe stata diversa, e con tutta sincerità la voglio così com’è. Mi sono divertita, ho viaggiato moltissimo e fatto nel modo in cui volevo, sono riuscita a trovare un lavoro che tutto sommato mi piace, dopo aver passato anni ed anni nel precariato, nel post precariato in cui si vivono ancora gli incubi e le paure e che, visto i tempi, non mi hanno ancora abbandonata del tutto. Sono riuscita anche ad avere una bella promozione dopo soli due anni di lavoro, mi sono iscritta ad un corso di laurea che amo davvero, sono una brava studentessa, mi do da fare, e poi ho raggiunto un mio scopo, un sogno che avevo e che ora è realtà. Si sono una speaker radiofonica, mi piace, mi impegna in un mondo che oltre la musica, ha una componente ideologica che condivido e che mi fa vivere nel mio metodo, diverso, cercando di essere sempre coerente alle cose in cui credo, altrimenti non potrei.
Ci sono momenti di alta intensità emotiva, ci sono stati momenti durissimi, così forti e potenti che il pensiero di averli superati mi danno la forza nel credere che io sono una tipa tosta, dura, esigente, testarda, forte e poi sono anche l’opposto, la mia emotività è così delicata che il mondo spesso mi sta stretto.
Ora nella mia mente c’è l’idea di un figlio, un pensiero importante, costante, sono un po’ egoista ad immaginarlo ma anche molto matura e responsabile nel pensare al valore che ha una vita che dipende da me.
Faccio parecchi anni, ne dimostro sempre dieci in meno, ma comunque ho un età che poi non corrisponde alla modalità del mio vivere, faccio cose che facevo venti anni fa, ed ho sempre un’ironia diabolica che non mi abbandona e onnipresente il mio nemico, il rimpianto.








